Le specchie di Salve

Di quanto sia abitato sin da tempo immemore il territorio di Salve sono testimonianza i numerosi resti che si possono trovare nei dintorni. Specchie, dolmen e e menhir sono molto numerosi, e nel panorama italiano l’area salentina è sicuramente quella che possiede più reperti di questo genere, largamente diffusi nell’Europa Occidentale, in Francia ed in Spagna.

Le specchie in particolare, che nel dialetto locale indicano tutti i tipi di cumuli di pietre realizzati dall’uomo potevano avere una molteplice funzione. Potevano infatti essere tumuli funerari, ed allora al di sotto del tumolo si trovava una tomba o una camera mortuaria, ed allora, sebbene di diametro considerevole, fino ai 15 metri, non si elevavano dal terreno che per 4-5 metri ala massimo

Oppure potevano essere ammassi di pietrame realizzati a scopo di sopraelevarsi dal terreno circostante per poter scrutare la pianura e l’orizzonte, in questo caso allora le specchie raggiungevano anche altezze considerevoli, fino ai 15 metri.

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Purtroppo nel corso del tempo le specchie hanno subito un opera di smantellamento che in alcuni casi le ha fatte scomparire del tutto o le ha ridotte ad un ammasso ormai informe di cumuli di pietra, come è il caso della Specchia Cucuruzzi, risalente al periodo Neolitico, all’interno dei confini del comune di Salve, o la Specchia di Spriculizzi, anch’essa scomparsa.

E’ rimasta intatta invece la Specchia di Pozzomauro, che si trova nel comune di Presicce in cima alla quale si gode di un esteso panorama che consente di raggiungere con lo sguardo le torri costiere di Torre Mozza, Torre Vado e Torre San Giovanni.

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